Tombaroli scavavano in una necropoli greca – Arrestati

Fonte: Ragusa News 29.01.2020

[Ci troviamo a parlare, nostro malgrado, ancora una volta della gente che “va per tombe”. Il Tombarolo usa, come suoi strumenti principali, tutt’altro che un Metal Detector. Purtroppo però, essendo ANCHE uno strumento che portano dietro il più delle volte, quando vengono arrestati dalle autorità, queste danno molto risalto al fatto che avessero con se dei Metal Detector. Questo porta molto discredito sulla nostra categoria e fa apparire tutti noi come dei “malviventi”, cosa che non corrisponde nemmeno minimamente alla realtà dei fatti. Per questo vogliamo che sia chiaro che, chi pratica metal detecting lo fa per passione e per hobby, non si sogna minimamente di arrecare danno al patrimonio culturale della nazione. Purtroppo come leggerete di seguito i due tombaroli avevano con sé due Metal Detector, un Whites e un Deus XP. La FIMD condanna fortemente la pratica irresponsabile e criminale dei tombaroli e per statuto prevede non solo la radiazione a vita dalla nostra Federazione ma anche una immediata denuncia nello stesso momento che venissimo a conoscenza di un illecito – .nrd]

Nell’ambito dei controlli predisposti dalla Compagnia di Vittoria, finalizzati a prevenire e reprimere la distruzione dei siti archeologici e al contrasto ai tombaroli, i Carabinieri sono riusciti a bloccare gli scavi clandestini su una necropoli greca, nell’antico territorio della città di Kamarina, un sito di età presumibilmente tra il V e il III secolo a.C.

Sono stati rinvenuti sparsi sul terreno circostante alcuni frammenti di anfore e vasi, segni evidenti della distruzione in atto. I militari delle Stazioni di Vittoria, Scoglitti, e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria, con il supporto di personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno concentrato la loro attenzione su alcuni sospettati e nella mattinata di lunedì 27 u.s. è scattato il blitz durante il quale sono stati sequestrati a seguito di perquisizione:


− n. 5 hydrie in ceramica acroma, biansate;
− n. 2 olpai in ceramica acroma, monoansate;
− n. 8 coppe in ceramica acroma, monoansate;
− n. 1 olpe in ceramica acroma, monoansata;
− n. 1 brocchetta in ceramica acroma, biansata;
− n. 2 ciotole in ceramica acroma, biansate;
− n. 1 elemento in terracotta, lacunoso con fori;
− n. 2 lucerne in terracotta, lacunose;
− n. 3 frammenti ceramici;
− n. 18 elementi metallici, di cui n. 6 ghiande missili, un chiodo e n. 11 pesi da telaio;
− n. 1 elemento litico circolare;
− n. 171 chiodi in bronzo, di cui n. 25 frammentari e n. 146 interi;
− n. 4 monete metalliche ossidate (presumibilmente di bronzo, di valore culturale);
− n. 2 medagliette metalliche (presumibilmente di bronzo, di valore culturale);
− n. 1 foglio in metallo (presumibilmente di bronzo, di valore culturale);
− n. 2 bottoncini (di materiale imprecisato, di valore culturale);
− 2 metal detector marca “white’s” modello “prizm 6 t” e marca Deus.

Al termine dell’operazione sono state denunciate in stato di libertà per ricettazione, danneggiamento e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato Orazio Sciortino 51enne, Danilo Giliberto, 36enne e S.G. 23enne. Tutti i beni archeologici rinvenuti sono stati messi a disposizione del personale della Soprintendenza di Ragusa per la prevista valutazione tecnico-discrezionale. Le indagini dei Carabinieri sono tutt’ora in corso e suscettibili di ulteriori sviluppi operativi. L’attività svolta si inquadra nell’ambito dei controlli in materia di tutela del patrimonio archeologico che l’Arma dei Carabinieri sta effettuando in tutto il territorio della provincia di Ragusa.

Repost a parte di Francesco Manzella – Federazione Italiana Metal Detecting

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